14.11.2018

Roto cresce e critica le sanzioni

Il gruppo Roto cresce chiaramente nel 2018 / Previsto un aumento del fatturato del 5% / Importanti mercati sono “eterodiretti” / Industria delle costruzioni internazionale: un bilancio accettabile / Tecnologia per porte e finestre: settore soddisfacente con un moderato incremento / Bene il settore delle finestre per tetti / Acquisizioni e investimenti mirati / Situazione dei profitti: occorrono ancora miglioramenti / La politica determina una “situazione di confusione estremamente esplosiva” / Pericoli per l’economia mondiale e le imprese / Guadagnare punti con le proprie forze anche nel 2019 / Il valore per il cliente come essenza del marchio / Consolidamento della nuova struttura del gruppo

Kalsdorf/Graz/Leinfelden-Echterdingen – (rp) Nel complesso, il gruppo Roto registra risultati positivi per il 2018, soprattutto grazie alla “propria buona performance”. Il gruppo prevede un fatturato totale di circa 660 milioni di euro, che quindi si colloca, in un contesto di mercato tutto sommato “passabile” a livello mondiale, a un livello superiore del 5% rispetto all’anno precedente. Il fornitore per l’edilizia osserva con notevole preoccupazione l’attuale “situazione di confusione estremamente esplosiva”, risultato di una grande insicurezza politica derivante, tra le altre cose, da una pericolosa spirale di “sanzioni e controsanzioni” che non solo ha un impatto sempre più negativo sugli sviluppi dei mercati, ma rende anche tali sviluppi quasi impossibili da valutare. Ciò nonostante, per il 2019 il gruppo persegue un nuovo aumento del fatturato tra il 3% e il 5% e quindi una congiuntura aziendale positiva. Così la direzione ha descritto, in occasione della 13a Giornata di presentazione alla stampa specializzata internazionale, lo stato e le prospettive del global player di proprietà familiare. Come inoltre affermato a metà novembre 2018 a Graz, la linea aziendale basata a tutti i livelli sul valore per il cliente dovrebbe determinare in modo durevole una differenziazione dell’azienda e quindi una sua superiorità sulla concorrenza.

Regioni e paesi ai raggi X

Nella sua analisi dell’industria delle costruzioni, il Dr. Eckhard Keill ha tratto per il 2018 “un bilancio per lo più accettabile”. Secondo il direttore di Roto, la congiuntura in Russia è tuttavia come sempre “molto instabile”. In Cina continua il trend di moderata crescita sostenuto dalle elevate esigenze di ristrutturazione. Mentre negli USA il settore edilizio continua a beneficiare della congiuntura complessivamente positiva, in Canada la forte ripresa ha probabilmente raggiunto il culmine. A questo livello, sulla base dei dati forniti da Germany Trade & Invest (GTAI), si delinea per i prossimi anni una stagnazione. Secondo la stessa fonte, in America latina perdura una situazione di sviluppo “spaccata”: mentre l’industria delle costruzioni in Argentina, Messico e Cile mostra risultati piuttosto positivi, non è questo il caso, come sempre, del Brasile. Una ripresa del settore edilizio, di gran lunga il più importante nella regione, è attesa solo a partire dal 2019.

In Europa, secondo le rilevazioni della rete di istituti di ricerca Euroconstruct, nel 2018 il volume di costruzioni nei 19 paesi aderenti alla rete cresce più dell’economia generale. La crescita prevista del 2,5%, però, non può più essere riallacciata al 2017, l’”anno del boom” (+ 3,9%). Con questa situazione complessivamente differenziata, Keill ha tuttavia sottolineato il “fatto positivo” che in tutti gli stati in cui si è effettuata la ricerca l’attività edilizia è in aumento. Nell’edilizia residenziale, Ungheria, Irlanda e Portogallo si sono collocate in testa alla classifica dei paesi in crescita. Nel loro ultimo rapporto disponibile sull’andamento del mercato, gli istituti di ricerca hanno invece collocato la Germania, con un incremento relativamente esiguo, alla fine della classifica insieme a Francia, Svizzera, Norvegia e Svezia. Nelle attuali condizioni generali ancora prevalentemente buone i rischi sono però impossibili da calcolare. Tra questi, i prezzi degli immobili, ancora in forte crescita, nonché i conflitti commerciali, per esempio, e i possibili effetti di frenata derivanti dall’imminente Brexit.

Pertanto gli esperti di Euroconstruct hanno calcolato che a partire dal 2019 la costruzione di nuove abitazioni perderà notevolmente di slancio. Il settore dell’edilizia non residenziale, sinora scarsamente preso in considerazione, offre invece, in linea di principio, prospettive molto favorevoli. Come sottolineato dal presidente del consiglio di amministrazione di Roto: “In Europa non solo gli appartamenti, ma anche gli edifici commerciali diventano merce rara. Tutti, però, hanno bisogno di porte e finestre.”

Per concludere, Keill ha esaminato il settore edilizio tedesco. Considerato nel complesso, anche nel 2018 il settore ha conservato la sua posizione di “locomotiva della congiuntura”. Per l’edilizia residenziale occorre però constatare che la forbice tra le licenze edilizie rilasciate e il completamento dei lavori continua ad allargarsi dal 2009. Inoltre, il rilancio “si è tenuto piuttosto alla larga” dal mercato delle ristrutturazioni. In questo settore si ripercuotono, immutati, i ben noti limiti di capacità dell’industria edilizia. La carenza di personale specializzato che ne è all’origine si rivela come sempre il maggiore ostacolo in questo contesto. Altri fattori di rischio sono rappresentati dal più forte aumento dei prezzi delle abitazioni registrato da 11 anni e da “una politica di incentivi statali piuttosto discutibile”. L’aiuto alle famiglie con figli per facilitarne l’accesso al mercato immobiliare (il cosiddetto “Baukindergeld”) appena introdotto in Germania potrebbe, soprattutto nella situazione attuale, scatenare effetti “free rider” del tutto indesiderati. La previsione secondo la quale il motore della crescita presto si chiamerà “edilizia non residenziale” ha ragione di esistere.

Dettagli di un “anno passabile”

Guardando a quanto è accaduto sui mercati internazionali delle porte e finestre, Keill ha rammentato, innanzi tutto, la valutazione espressa un anno fa, secondo la quale nel 2018 ci sarebbe stata, nel complesso, una piccola ripresa. Ed è quello che è effettivamente accaduto. In alcuni mercati, però, si sono registrate flessioni inattese per via di crisi politiche. Tra questi, si distingue principalmente la Russia, dove c’è da aspettarsi che il mercato locale subisca un’ulteriore contrazione dell’ordine dell’8-10%. Chiaramente “motivate” politicamente sono invece le drastiche crisi del mercato in Turchia e in Iran. Nulla poi è cambiato nel mercato brasiliano, che si presenta come sempre “estremamente debole”.Notevolmente più positiva pare essere la situazione in altri mercati importanti per l’azienda. Da notare sono, tra gli altri, la lieve crescita in Cina e lo sviluppo costantemente positivo in America settentrionale. Tutto considerato, una tendenza positiva si registra anche in Europa. Qui la gamma delle situazioni va da uno sviluppo oscillante (Europa occidentale ed Europa orientale) a una crescita moderata (Europa centrale), fino a un forte incremento (Europa meridionale, con Spagna in testa).Per la Germania, Keill riscontra una “peculiare continuità”: “come spesso in passato”, le previsioni ufficiali dell’associazione di categoria sono state più volte corrette verso il basso nel corso dell’anno. Gli ultimi valori pubblicati indicano per il 2018 14,4 milioni di unità di finestre vendute o montate e quindi un incremento del 2% circa. Un incremento della medesima entità si stima per il 2019. Lo stesso tenore generale si riscontra per le porte da esterni. Poiché nelle cifre sono comprese le importazioni dall’Europa orientale, si ripete l’analisi Roto degli anni precedenti: per il mercato tedesco dei produttori del settore, la crescita dei quantitativi, complessivamente esigua, potrebbe trasformarsi nuovamente in una lieve flessione, almeno per quanto riguarda le finestre. L’opinione recentemente espressa da un relatore nel corso di un manifestazione del settore, secondo il quale “in futuro le finestre dovranno essere considerate prestazioni di servizi e pertanto gli scambi verbali che accompagnano la vendita dovrebbero definire non il prodotto, ma le sue caratteristiche e i suoi vantaggi”, offre come minimo qualche “interessante spunto di riflessione”.Per concludere il suo excursus sui mercati internazionali delle porte e finestre, Keill ha sottolineato che “senza le tensioni politiche, nel 2018 tutto sarebbe andato bene”. Tra le molte luci, infatti, ci sono state anche alcune ombre di “condizionamenti esterni”. Pertanto, tutto sommato, si può parlare solo di un “anno commerciale passabile”.

Segno positivo per la tecnologia per porte e finestre

Nella sua rassegna riguardante lo sviluppo attuale di Roto, il direttore finanziario Michael Stangier come base di partenza ha richiamato l’attenzione sul fatturato di 633,5 milioni di euro conseguito dal gruppo nel 2017 (poco meno del 2% in più rispetto al 2016). Il progetto di superare questo livello, nel 2018, del 3% -5% è – “se non accade ancora qualcosa di imprevisto” – assolutamente realistico.La divisione Tecnologie per porte e finestre (FTT) mostra al 30 settembre 2018 una moderata crescita di fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nonostante la situazione parzialmente difficile del mercato. Dopo un forte 1° trimestre influenzato da un “effetto traino” dell’aumento dei prezzi annunciato a fine 2017, nel corso dell’anno la velocità di crescita si è ridotta. Uno sguardo alle singole regioni o ai singoli paesi restituisce la consueta immagine differenziata. Il calo di fatturato a una cifra registrato in Russia viene relativizzato in senso positivo dal risultato migliore rispetto all’andamento generale del mercato. Considerata “la desolazione degli ultimi anni commerciali”, l’importanza delle attività in Russia per Roto viene gradualmente a diminuire. Questo ovviamente non vale per la Cina. Qui, nonostante gli effetti valutari svantaggiosi, il fatturato si è stabilizzato al livello dell’anno precedente.

Viva España

Per l’America centrale e settentrionale Stangier ha annunciato un forte aumento dei ricavati dalle vendite. Particolarmente soddisfacente è la situazione in Canada. In America latina le perdite di fatturato riportate in Brasile dovute alla situazione del mercato hanno “rovinato” lo sviluppo della regione (Argentina, Cile, Perù), altrimenti “ottimo”. Le perdite di fatturato in Turchia e in Iran sono invece da attribuirsi ai violenti disordini politici.

Stangier ha invece descritto una situazione diversa per l’Europa. Mentre il bilancio dello sviluppo in Europa occidentale può essere classificato come “insoddisfacente”, egli ha sottolineato come la zona meridionale del continente possa essere considerata una “regione boom”. In questo contesto, la Spagna rappresenta una “categoria a sé”. In Germania l’aumento del fatturato è superiore allo sviluppo generale del mercato. La conseguenza logica è l’acquisizione di quote di mercato.

Stangier è convinto che la crescita di fatturato conseguita nella divisione sarebbe stata “considerevolmente più elevata” se in alcuni territori di vendita non si fosse registrato un “fuoco di disturbo” politico. Nel complesso, “FTT ha fatto un buon lavoro”, compreso anche il risultato, tutto sommato soddisfacente, nella categoria “quote di mercato”.

Congiuntura aziendale positiva

Nella divisione Tecnologia solare e per tetti (DST), dopo un avvio già buono in sé, l’attività ha avuto una robusta ripresa nel corso dell’anno, come sottolineato dal direttore finanziario. Al 30 settembre 2018 si registra in media un aumento a una cifra del fatturato.

Con un tasso di crescita complessivo a due cifre, le attività all’estero si sono guadagnate, senza limitazioni, l’appellativo di “buone”. Lo stesso dicasi per il mercato di riferimento della Germania. Qui l’aumento di fatturato conseguito è da considerarsi qualitativamente migliore, in quanto il settore delle ristrutturazioni, decisivo per le attività DST, nel 2018 ha continuato a essere in calo. La performance migliore di Roto determina una congiuntura aziendale favorevole. Si è quindi “molto soddisfatti” dello sviluppo dell’attività e soprattutto che il trend positivo si sia mantenuto fino all’ultimo.

All’estremità superiore dell’intervallo di riferimento

Stangier ha valutato il fatturato complessivo del gruppo al 30 settembre a 505,6 milioni di euro. Rispetto al valore corrispondente dell’anno precedente (483,5 milioni di euro) ciò significa un aumento del 5% scarso, basato essenzialmente sulla “particolare dinamica di DST”.

Poiché nel 4° trimestre non è atteso alcun cambiamento generale del “clima”, è possibile prevedere per l’anno completo un fatturato di ca. 660 milioni di euro (dopo 633,5 milioni di euro). Il tasso di crescita resta quindi pari al 5% circa e si colloca all’estremità superiore dell’intervallo di riferimento dell’obiettivo per il 2018. La relazione tra mercato estero e mercato interno è stabile nell’ordine di due terzi verso un terzo. A fine settembre il numero dei dipendenti impiegati presso il gruppo è di circa 4.900, con una lieve tendenza alla crescita registrata ultimamente in tutto il mondo.

Il direttore finanziario ha inoltre riferito di un programma di investimenti pluriennale che dal 2018 al 2020 sarà dell’ordine di diversi milioni a due cifre. Al centro dell’attività vi è il nuovo sistema completo di ferramenta per anta ribalta “Roto NX”. Grazie alla “elevata accettazione del mercato” e alla domanda in rapida crescita, tutti i mezzi devono convergere in egual misura nel potenziamento delle capacità produttive e della gamma di prodotti.

La strategia di acquisizioni mirata, secondo Stangier, ha determinato anche nel 2018 un aumento delle attività. Più dettagliatamente, egli ha citato l’acquisizione di VBH Mexico per la Divisione FTT e l’acquisto di Dachfenster Keller GmbH (Svizzera), Wiedemann Sicherheitsbeschläge GmbH e Pfeil und Söhne Service GmbH (entrambe tedesche) per il settore di attività “Servizio post-vendita per porte e finestre”. Il finanziamento di queste e altre precedenti acquisizioni, avvenuto senza problemi, è una chiara espressione della stabilità economica di Roto.

Aumento dei prezzi “inevitabile” anche nel 2019

Per quanto riguarda la situazione dei profitti nel 2018, il direttore finanziario si è espresso definendola “in miglioramento, ma non ancora sufficiente”. La situazione in FTT è infatti tuttora insoddisfacente, nonostante gli aumenti dei prezzi necessari per compensare l’”esplosione dei prezzi delle materie prime” e annunciati alla fine del 2017 abbiano potuto essere “parzialmente” attuati. Questo non è tuttavia bastato ad attutire i rincari degli ultimi anni. In DST si registra invece un trend positivo per quanto riguarda i profitti. Un tale trend risulta dagli effetti di una più forte domanda di finestre per tetti meglio equipaggiate, dalla limitata trasmissione degli aumenti dei prezzi delle materie prime e da una efficiente gestione dei costi quale quella attuata in FTT. In tutto il gruppo anche gli influssi valutari hanno tendenzialmente avuto ripercussioni negative sui profitti. Di conseguenza, il direttore ha descritto come “inevitabile” un ulteriore rialzo dei prezzi nel 2019, soprattutto a livello FTT.

“Tutto sommato” il fornitore per l’edilizia nel 2018 e quindi nell’ultimo anno della sua struttura attuale se l’è cavata bene. Non si tratta tanto di un merito dei mercati, ma principalmente di un successo della “propria solida performance”. Senza “tiri mancini” politici sarebbe stato possibile molto di più, è stato puntualizzato davanti ai quasi 60 giornalisti specializzati provenienti da 16 paesi presenti a Graz.

La politica è il problema più grande

Keill ha introdotto le previsioni per il 2019 con una breve panoramica sulla nuova struttura del gruppo comunicata già all’inizio di ottobre 2018. All’inizio dell’anno saranno quindi lanciate una holding “non operativa” e tre imprese indipendenti. Dal feedback sinora ottenuto si può constatare che la nuova struttura viene ritenuta “convincente e una buona opportunità per Roto”. Il futuro responsabile della holding ha sintetizzato i principali vantaggi nel modo seguente: una sostanziale minore complessità grazie a unità chiare e responsabili; un’azione più rapida, più efficiente, più economica e quindi alla fine più vicina al cliente; il principio “decentralizzare è più importante di centralizzare”; la stabilità e l’affidabilità per dipendenti, clienti e fornitori garantita anche per il futuro. Il Gruppo Roto continua a essere un’impresa di proprietà familiare al 100%. La nuova struttura garantisce la necessaria trasformazione e al tempo stesso la continuità desiderata.

Le condizioni generali del 2019 saranno secondo Keill fortemente influenzate dalla politica. Attualmente essa è il “più grande fattore di incertezza” per lo sviluppo economico globale, influisce sui mercati in modo notevolmente maggiore di solo pochi anni fa e spesso relega le previsioni al ruolo di un “puro gioco d’azzardo”. Tra i rischi principali, il direttore di Roto ha indicato il conflitto commerciale tra USA e Cina con i suoi effetti negativi sull’economia mondiale, la “pericolosa spirale di sanzioni e controsanzioni”, il crescente protezionismo e le lacerazioni nell’Eurozona. Queste ultime sono il risultato, tra l’altro, della Brexit tuttora senza regole precise e dell’aggressiva politica finanziaria dell’Italia.

Nel complesso emerge una “situazione di confusione estremamente esplosiva”, che Roto osserva con grande preoccupazione. Il fornitore per l’edilizia rifiuta qualsiasi intervento nel commercio mondiale liberale e teme danni irreparabili duraturi per l’economia globale se non si riesce a fermare subito la “dilagante malattia delle sanzioni”. Evidenti segni di frenata sono concretamente riconoscibili anche senza l’accumularsi di previsioni di crescita scettiche. Anche l’azienda più sana non ha alcuna possibilità, in presenza di questi influssi, perché nessuno è in grado di prepararsi per far fronte a tutte le eventualità. Keill ha terminato la sua arringa a favore di uno sviluppo dell’economia del mercato esente da restrizioni con un appello e una speranza al tempo stesso: “La politica e i politici devono ritrovare il buonsenso”.

Un fatturato maggiore e profitti migliori

Per via della grande imponderabilità, per il 2019 si è rinunciato a esprimere previsioni concrete per i singoli mercati. In generale, per la maggioranza di essi la situazione parrebbe stabile o buona. Questo vale soprattutto per Cina, America settentrionale e nel complesso anche per l’Europa, Germania inclusa. Mercati problematici quali Russia, Brasile, Turchia e Iran disporrebbero di un notevole potenziale di ripresa, ma in quanto terreno di scontro della politica, non è stato attualmente possibile effettuarne una seria valutazione. Alla fine, Roto ha quindi classificato importanti mercati come “eterodiretti”.

Malgrado ciò, nel 2019 il gruppo ha l’obiettivo di aumentare nuovamente il proprio fatturato dal 3% al 5%. In termini di numeri assoluti il direttore si aspetta che gli impulsi più forti derivino dalle imprese DST. Inoltre, ha priorità un ulteriore miglioramento della situazione dei profitti. Al centro delle attività per il 2019 si pone anche il consolidamento della struttura modificata del gruppo e soprattutto della nuova società Roto Professional Service GmbH.

Per realizzare gli “ambiziosi progetti” è importante “più che mai guadagnare punti con le proprie forze”. Solo in questo modo è possibile tenere testa agli influssi esterni descritti e in più creare e potenziare una superiorità sulla concorrenza a tutti i livelli. Conclude Keill: “L’essenza del marchio Roto è una strategia coerente a supporto del valore per il cliente. Da questa strategia traiamo una forza di differenziazione di successo, di cui avremo bisogno per questo 2019 attualmente ‘imprevedibile’”.

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